Archivi categoria: Archeologico

Criptoportici di Formia

L’ intervento di restauro archeologico dei Criptoportici di epoca romana,  risponde soprattutto alle finalità di intervento di messa in sicurezza strutturale e di conservazione del manufatto, tramite opere di: scuci e cuci delle murature lesionate, stilatura profonda dei giunti, iniezioni armate e non, ammorsatura tra le connessioni murarie dei vari corpi di fabbrica, Ricostituzione della integrità delle sezioni mediante riempimento dei vuoti con muratura, sottosquadro, in pietra e malta di calce con adeguati ammorsamenti in scassi esistenti o da realizzare, lLe testimonianze storiche dei rivestimenti saranno assicurate tramite indagine sugli intonaci esistenti che saranno conservati e restaurati.

 

Cisternone romano – Formia

Il Cisternone romano di Formia è una struttura idraulica ipogea, risalente al I sec a.C., che fungeva da centro di raccolta delle acque, provenienti dalle colline sovrastanti S. Maria la Noce, che da qui, attraverso due valvole bronzee che ne regolavano il flusso e una ingegnosa rete idrica, veniva distribuita alla città. Il Cisternone è uno dei più grandi serbatoi a pianta irregolare pervenutici intatti dall’epoca romana. Per le sue dimensioni spesso viene soprannominato “basilica sotterranea” infatti è costituita da una pianta di 65m x 25m, con struttura a 4 navate, coperte da volte ciclopiche a crociera aperta, di 6m di spessore, sostenute da 60 grandi pilastri di 6,5m di altezza. Il suo restauro è consistito in una lavorazione lunga e complessa, costituita nell’estrazione di 6000m3 di fango che avevano costituito un sedimento sottile e permeabile, difficile da scavare per la sua densità, che portava i macchinari a sprofondare, e per la sua collocazione ipogea. Inoltre la morfologia urbana della zona di Castellone in cui è situato, conservando caratteristiche medioevali non facilitava l’attraversamento dei mezzi di trasporto per lo smaltimento dei rifiuti. Fortunatamente il sedimento ha permesso di conservare la struttura praticamente intatta e il lavoro maggiore, successivo allo scavo di svuotamento, è stato per lo più un’accurata pulitura e la sistemazione per l’accesso al pubblico.

Anfiteatro Romano – Formia

L’ intervento, commissionato dalla Provincia di Latina e diretto dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici e ambientali del Lazio,  è consistito nell’ esecuzione di saggi e scavi utili alla messa in  luce dell’  l’Anfiteatro Romano situato sotto il declivio del piazzale della stazione di Formia. L’Anfiteatro è un edificio di forma ellittica ,nel quale in epoca romana si svolgevano giochi e spettacoli pubblici come lotte tra gladiatori o tra gladiatori ed animali feroci. Gli archeologi sono concordi nel datare l’opera nell’età Giulio Claudia (prima metà del I sec dC.  Per il momento è stata scoperta solo una porzione dell’edificio,  si tratta di ambienti radiali coperti con volta a botte in opus caementicium, per i quali è stato necessario inserire una puntellatura di sostegno che garantisse la tenuta delle volte. Tali ambienti  sembra fossero la struttura basamentale su cui si impostava la cavea in pietra che accoglieva gli spettatori. È stato inoltre ritrovato parte dell’ambulacro e porzioni significative di  muratura calcarea, ad opus reticolatum che abbiamo opportunamente provveduto a ripulire con l’ ausilio di archeologi e maestranze specializzate. Gli archi di un corridoio portato alla luce presentano murature in opus latericium con stipiti laterali di base in opus mixtum. I corridoi voltati a botte erano la struttura principale di sostegdell’anfiteatro. Essi sostenevano i settori anulari che costituivano le cavee.